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IL RESTAURO DI
PALAZZO PICA ALFIERI

Il 15 settembre 2014, alle ore 18.00, iniziano i lavori per il restauro di Palazzo Pica Alfieri, P.zza Santa Margherita (P.zza Dei Gesuiti) a L'Aquila.


Alla presenza dei Marchesi Pica Alfieri, del Sindaco On. Massimo Cialente, della Senatrice Stefania Pezzopane, del Presidente della Regione Abruzzo Luciano D'Alfonso, del vice Presidente On. Giovanni Lolli, di S.E. Mons. Molinari, dell'assessore Di Stefano, dell'Arch. Antonio Di Stefano (per la Soprintendenza), e di altre autorità, sarà inaugurato l'inizio lavori del cantiere.
 
il_prospetto_principale fronte principale su P.zza S. Margherita


Cenni storici:
Il Palazzo Pica-Alfieri, settecentesco, nasce sulla preesistenza di un edificio quattrocentesco fatto costruire dai Camponeschi, che fu danneggiato in seguito al terremoto del 1703. Il palazzo risultava molto lesionato, ma non distrutto. A questo proposito, la vicenda di palazzo Alfieri si divise in due fasi, una di pura e semplice rifazione dell’interno, che si impostò nell'estate del 1711 ed era già conclusa l’anno successivo; l’altra concernente la facciata, che culminò tra il 1726 ed il 1727. Non si sa, con precisione, quanto rimane della costruzione quattrocentesca; è certo, tuttavia, che il palazzo preesistente condizionò fortemente la ricostruzione. Infatti, nonostante la facciata presenti un disegno unitario, a tre piani con sei assi di finestre, l’analisi dell’edificio, dal punto di vista planimetrico conferma che non si tratta di una progettazione ex novo, che sarebbe risultata senza dubbio più regolare. In particolare, il sistema del doppio ingresso – di cui in realtà solo quello di sinistra dà accesso all'edifico – è un espediente per mascherare l’ingresso al cortile decisamente fuori asse rispetto alla simmetria della facciata; evidentemente la posizione del cortile era condizionata da un muro di spina preesistente, che determina un prospetto con il pieno in asse ,del tutto inusuale in una costruzione di quei tempi. Nel cortile sono visibili frammenti scultorei delle vecchie case dei Camponeschi, inseriti nell'architrave sopra la porta. Nell'’archivio privato della famiglia Pica-Alfieri è conservato un disegno originale della facciata dell’edificio, anonimo, ma attribuito dal Vicari a Sebastiano Cipriani; in questo disegno è interessante osservare le differenze tra progetto ed opera realizzata: finestre con timpani alternativamente triangolari e curvilinei, che nella fase esecutiva sono stati realizzati tutti uguali, cornicione scandito da mensole disposte secondo un certo ritmo, ma realizzato semplificato nella realtà.
il_progetto_del_1703 disegno facciata del 1703

affesco_del_salone_dei_campanelli salone dei campanelli
 l'alcova
  galleria Marchesa Evelina Pica Alfieri


Di seguito alcuni articoli sull'inizio dei lavori:




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